Qualche giorno fa, ho letto una frase di William Shakespeare che recitava così: “Il nostro corpo è un giardino e la nostra volontà il giardiniere.” L’ho trovata rappresentativa dell’approccio del mio lavoro da psicologa. Se avrete la curiosità di dare uno sguardo al mio profilo social di cui trovate il link al mio sito, noterete come mi definisca proprio “giardiniera della mente”. Da sempre amo la natura e penso che non ci sia metafora più adeguata per parlare della crescita e del benessere mentale dell’essere umano. Il lavoro che si fa con la terra è il medesimo che facciamo con noi stessi. Spesso, ci sentiamo sopraffatti dalle emozioni, come se fossimo in tempesta ma purtroppo il meteo non lo scegliamo noi. Possiamo solo controllarlo per capire i tempi più adatti alla semina, cura e raccolta del nostro spazio verde. Un giardino è un’entità dinamica: un processo regolato da ciò che pensiamo e ciò che agiamo. Il nostro pezzettino di terra è costituito da tanti tipi di semi: quelli più tardivi ma resistenti e quelli più delicati ma capaci di far germogliare i fiori più profumati. Dunque, quello del giardiniere è un lavoro continuo: se solo smettesse di curare il proprio campo per un certo periodo di tempo, ben presto lo potrebbe ritrovare pieno di erbacce infestanti. Nella nostra mente, queste sono rappresentate dagli schemi disfunzionali che ripetiamo e dalle parole che ci rivolgiamo. Per raggiungere una certa armonia è importante che si apprenda a creare un ordine interiore e che si benefici di momenti di riposo e silenzio. Oggi, nella Giornata della Terra, ciò che vorrei trasmettere a chiunque passi da qui e legga quest’articolo è che possibile trasformare il proprio giardino. Non ci è dato dalla natura predeterminato ed immutabile. Sta a noi scegliere i giusti attrezzi, i concimi e i metodi per eliminare i parassiti, scegliendo cosa annaffiare e cosa ripiantare, con impegno, allenamento continuo e gratitudine per ciò che già abbiamo colto.

