Gli albi illustrati: strumenti psicologici non solo per bambini

“Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve.” Nell’articolo precedente ho introdotto il tema della natura come metafora della mente umana. Oggi, a partire da questa frase di Cicerone, sposterò il focus sui libri ed in particolare sugli albi illustrati. Sono uno strumento utile e potente che utilizzo nella mia pratica clinica sia con i bambini che con i genitori. E’ un ottimo veicolo visivo e narrativo che fa emergere ed accogliere le emozioni su specifiche tematiche, in uno spazio protetto. Permette il riconoscimento di parti di sé attraverso la storia dei personaggi e facilita l’allenamento all’empatia nei confronti dell’altro. Non si tratta solo di ascoltare una storia e voler capire cosa accade, ma “sentire” ciò che provano i protagonisti di quelle pagine. E questo è un ottimo esercizio per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva e della capacità di sintonizzazione con le esperienze degli altri. Nel momento in cui viene letta una storia in cui un personaggio sperimenta la paura, ad esempio, si riconosce e si verbalizza anche una nostra paura. Ed è lì, allora, che l’albo diviene uno specchio accogliente e non giudicante. La lettura non è solitaria ma diventa un importante momento di condivisione relazionale, in cui sono coinvolti sia bambini che adulti. Le parole vengono lette seguendo un ritmo lento, viene riservata un’attenzione speciale ai colori e ai dettagli delle immagini, per stimolare una presenza attenta, calma e riflessiva. I libri illustrati non sono lezioni frontali: tra quelle pagine, ognuno fa emergere il proprio ed unico significato soggettivo. Durante i laboratori con i libri illustrati, il mio compito da psicologa non è infatti quello di spiegare il senso del testo che leggo ma rimanere in ascolto di quello che risuona nelle persone che ho davanti a me.